Grave Grubbo, un’escursione indimenticabile nelle grotte Carsiche!

Quasi 5000 metri di grotte carsiche che lo rendono uno dei percorsi più lunghi in Europa nei gessi. Piscine sotterranee conducono ai diversi ambienti dove stalattiti, stalagmiti, concrezioni a vela, disegnano uno scenario da favola in cui regna lo stupore.

Giunti a Verzino (KR) e conosciuto gli altri membri del gruppo, ci siamo diretti con le guide Antonio ed Enzo presso l’entrata delle grotte di Grave Grubbo!

Una volta sul posto dopo aver indossato tuta e casco e preso le dovute misure di sicurezza con le imbragature ci siamo calati a circa 10 metri nella grotta.

Una volta giù ci si trova davanti ad un trivio, denominato il trivio di Dante poiché la grotta fu scoperta dai fiorentini.

I rami del trivio inizialmente furono soprannominati come i gironi danteschi: Paradiso, Purgatorio e Inferno. Successivamente il ramo paradiso fu chiamato ramo di Cenerentola perché all’ingresso fu trovata una scarpetta.

Tutt’oggi questi rami hanno un nome identificativo, ovvero il ramo del fiume, il ramo di cenerentola e ramo delle gallerie quadrate.

  • Il Ramo di Cenerentola è sicuramente il più bello della grotta, in quanto caratterizzato dalla presenza di concrezioni calcaree che assumono dimensioni enormi come nel caso della colonna presente nella Saletta Marcianò.
  • Il Ramo delle Gallerie Quadrate prende questo nome per il suo aspetto morfologico completamente quadrato, è un ramo non troppo alto ed è caratterizzato al suolo dalla presenza di concrezioni a vaschetta particolarmente delicate, ed è per non rovinarle, che il passaggio in questo ramo è ridotto al minimo.
  • Il Ramo del Fiume invece è il ramo principale della grotta  e assume una forma meandriforme ed è caratterizzato da ambienti imponenti (anche di 15 metri di altezza!) cosa rara nelle grotte nei gessi, risalendo il fiume si giunge ben presto al cosiddetto Sifone a Monte, tratto che ostruisce il passaggio e che può essere oggetto di nuove esplorazioni future.
"Le grotte di Verzino, uno spettacolare 'tunnel' naturale lungo 5 chilometri."

La grotta non è illuminata con una temperatura costante tra i 15-16 gradi e 100% di umidità.

I ragazzi che vi accompagnano nell’escursione hanno sempre delle batterie di riserva per la torcia del casco in caso vi si dovesse scaricare, quindi tranquilli, anche perchè senza luce il buio all’interno è totale e ce ne siamo accorti quando arrivati ad un certo punto ci siamo seduti, abbiamo spento le luci e per un minuto abbiamo ascoltato il suono delle gocce d’acqua ricche di calcite (carbonato di calcio) che senza sosta si infrangevano sul pavimento della grotta.

Davvero una bellissima emozione questa!

Per quanto riguarda i vestiti sono consigliati: scarponcini da trekking, un maglioncino comodo, un pantalone da tuta e magari dei guanti.

C’è acqua e alcuni punti sono scivolosi quindi meglio prepararsi con prudenza e avere il necessario equipaggiato.

La grotta è popolata da diverse creature tra cui pipistrelli (innocui), da qualche ragno, crostacei, grilli dolicopode e da altri araneidi che si formano per pura natura e si avvistano molto spesso sopra massi vicino alle fonti d’acqua.

Durante il percorso inoltre, bisogna attraversare alcuni punti un po’ critici, quindi servirà una certa destrezza, ma le guide sono sempre vicino a voi pronte a darvi una mano.

Non pensate minimamente di non bagnarvi i piedi perchè alcuni rami presentano piccole cascate e sono quindi pieni d’acqua (bassa) che dovete oltrepassare per forza ed è per questo che scarponcini waterproof sono ideali!

Oltre alle meravigliose vasche sotterranee le stalattiti, stalagmiti, concrezioni a vela, disegnano uno scenario da favola in cui regna lo stupore. Grotte a cielo aperto disegnano nella roccia la sedimentazione di ere geologiche primordiali, un racconto di una storia millenaria di un sito incantevole unico in Europa dove, accanto a rocce policrome e diapiri salini, scorgono fonti di acque sulfuree dalle proprietà curative clinicamente testate.

Un’esperienza unica che consiglio a tutti gli avventurieri e appassionati di speleologia!

E non solo! Oltre a questo è possibile prenotare anche altre escursioni come acqua trekking immersi nella natura o trekking urbano.

Per le prenotazioni potete contattare direttamente Verzino Adventure sulla pagina Instagram.

LO SVILUPPO DELLE GROTTE CARSICHE TRA MITI E LEGGENDE

Lo sviluppo di fenomeni carsici nel territorio del crotonese ha dato origine a sei grandi cavità in un’area ben determinata tra i comuni di Verzino, Castelsilano, Caccuri e Cerenzia.

Queste grandi grotte e percorsi sotterranei si sviluppano per diversi chilometri al di sotto delle colline tra il Vitravo e il Lese, ambedue affluenti del fiume Neto, nella fascia presilana. Su tutto il bordo settentrionale del bacino del Neto, dove le grandi erosioni hanno asportato la coltre pliocenica, affiorano gli strati della formazione ‘gessosa-solfifera’, consistenti in terreni e rocce facilmente solubili. L’acqua, scavando nel sottosuolo, crea percorsi più o meno lunghi, che sboccano dopo chilometri di tortuosi percorsi in ampie grotte.

Allo stesso modo i fenomeni franosi delle volte delle cavità sotterranee generano le doline, veri e propri ‘inghiottitoi’ di tipo Carsico. Gli accessi a questi percorsi sotterranei sono per lo più dagli sbocchi a valle o dalle depressioni degli inghiottitoi.

Le recenti esplorazioni effettuate da speleologi di qualificate istituzioni scientifiche italiane ed europee hanno contribuito finalmente a spiegare le numerose leggende di pastori ed agricoltori della zona:

Le grotte dei briganti con sette stanze tutte piene d’oro o l’origine di antichi toponimi quali ‘Acerenthia’ e ‘Chironti’ da collegare con ‘Acherontè, il fiume sotterraneo che secondo gli antichi portava agli Inferi.

Finora sono state esplorate le cavità di Grave Grubbo, la Grotta dello Stige, l’Antro del Torchia, la Grave dei due Manfredi, la Grotta del Palummaro e del Nasone.